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Il bonifico con lo screenshot

Hai donato venti euro e li hai messi in storia. Va benissimo lo stesso, davvero. Però ammettiamo che i venti erano il prezzo del post, non della causa.

di Filippo 30 marzo 2026 2 min di lettura

Venti euro alla raccolta fondi. Screenshot della ricevuta, cifra ben visibile, causale ben visibile, in storia con scritto sopra "facciamo qualcosa 🙏".

Prima cosa, che è la più importante e va detta subito: quei venti euro sono arrivati. Sono veri. Valgono esattamente come i venti euro di uno che non l'ha detto a nessuno. Chi risponde a questa roba con eh, ma allora non donare sta facendo un ragionamento che finisce con meno soldi alla causa, quindi ha torto per definizione.

Detto questo, mettiamoci d'accordo su cosa è successo davvero.

Due transazioni, non una

La prima: venti euro dal tuo conto a un'associazione. Ottima cosa, chiusa lì.

La seconda: uno screenshot dal tuo telefono al tuo pubblico. Anche questa è una transazione, con un prezzo — venti euro — e un ritorno, che sono le reazioni, i cuoricini, e la posizione che occupi per un giorno nella testa di chi ti segue. Non è una cosa vergognosa. È una cosa che esiste. Il problema nasce solo quando fingiamo che sia stata una transazione sola.

Perché se è una sola, allora chi non ha postato non ha donato. E chi ha postato ha donato di più, moralmente. E la classifica si sposta da quanto hai dato a quanto si è visto quello che hai dato — che è esattamente il meccanismo che poi ti porta a chiederti, la volta dopo, se ha senso donare a una cosa che non è raccontabile.

Il test che lo smonta in tre secondi

Lo stesso importo, alla stessa associazione, senza poterlo dire a nessuno. Mai. Nemmeno alla persona con cui vivi.

Se la risposta è sì, sei a posto: lo screenshot era un di più, magari serve pure, qualcuno lo vede e dona anche lui. Se la risposta è "boh, allora forse dieci", va bene lo stesso, ma sappiamo di cosa stiamo parlando: la differenza tra venti e dieci non era della causa. Era il prezzo del post.

Perché mi interessa

Perché la beneficenza raccontata sposta i soldi verso le cause fotogeniche. Le emergenze con le immagini forti raccolgono, i disastri lenti no. Le malattie dei bambini raccolgono, i servizi psichiatrici per adulti no. Il canile raccoglie, il dormitorio molto meno. Non perché uno valga più dell'altro: perché uno sta bene in una storia e l'altro no.

Quindi va benissimo il tuo screenshot. Ma ogni tanto manda venti euro a una cosa che in storia non ci sta bene per niente. Quella è la parte in cui non ti guarda nessuno, ed è l'unica in cui sappiamo tutti e due che lo stai facendo davvero.

Scrivo quando qualcosa non mi torna. Se su questa cosa qui la pensate diversamente, o se ne avete una vostra da segnalare, il posto giusto è qui sotto.

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